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Superbonus 110%

Superbonus, slittano i decreti attuativi del Mise. Rallenta la corsa del 110%

A quasi due mesi di distanza dalla firma dei due decreti, arrivata a inizio agosto, gli operatori di mercato dovranno, allora, attendere ancora prima di avere a disposizione il quadro definitivo su due pezzi fondamentali del superbonus.

di Giuseppe Latour

Stop a sorpresa per l’attuazione delle norme sul superbonus. Servirà più tempo per la pubblicazione dei decreti Mise in materia di asseverazioni e requisiti tecnici. Se nei giorni scorsi, dopo le indicazioni del Mef, era maturata la convinzione che i due provvedimenti fossero ormai a un passo dalla Gazzetta ufficiale, nelle ultime ore la situazione è cambiata: la Corte dei conti ha formulato delle osservazioni che richiederanno un supplemento di lavorazione al ministero.

I tempi dello stop
Non sarà uno stop lungo, ma servirà qualche giorno in più. Secondo alcune fonti, un paio di settimane. Anche perché, nel frattempo, la sede romana del ministero è stata evacuata causa Covid. Per completare il lavoro di drafting, sarà necessario rientrare fisicamente negli uffici e procedere con le molte limature richieste.

Cosa è successo
La registrazione da parte della Corte dei conti, rivendicata negli ultimi giorni sia dall’Economia che dallo Sviluppo economico, c’è effettivamente stata ed è datata 22 settembre. Insieme alla registrazione, però, la magistratura contabile ha formulato diverse osservazioni al Mise, sulle quali invece è stato tenuto un riserbo maggiore.

Non si tratta – va precisato – di correzioni di merito, ma di forma. È stato, cioè, chiesto al ministero di chiarire alcuni passaggi troppo intricati, adeguando i testi per renderli più facilmente applicabili. A finire sotto osservazione è stato, soprattutto, il corposo pacchetto di allegati, già oggetto di critiche di diversi esperti per qualche imprecisione.

I problemi operativi
Bisogna ricordare, a questo proposito, che nelle scorse settimane (si veda Il Sole 24 Ore del 2 settembre) era stato sottolineato come la combinazione tra i decreti e le indicazioni delle Entrate creasse diverse incertezze. Ad esempio, il decreto sui requisiti tecnici portava dubbi sul fatto che fossero classificabili come trainati la riqualificazione energetica globale di edifici, gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni condominiali, gli interventi congiunti ecobonus-antisismico e i dispositivi multimediali per il controllo da remoto per riscaldamento o climatizzazione. Senza dimenticare (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) i problemi negli incroci tra tetti di spesa e tetti di detrazione.

Drafting in corso
Il risultato pratico di queste osservazioni è che i testi non sono mai arrivati alla Gazzetta ufficiale, ma si trovano, invece, nuovamente allo Sviluppo economico, dove è stato avviato un lavoro di drafting e aggiustamento che richiederà ancora qualche giorno.

A quasi due mesi di distanza dalla firma dei due decreti, arrivata a inizio agosto, gli operatori di mercato dovranno, allora, attendere ancora prima di avere a disposizione il quadro definitivo su due pezzi fondamentali del superbonus: le asseverazioni e i requisiti tecnici degli interventi.

La smentita del Mise
Intanto, fonti del ministero dello Sviluppo economico commentano così la notizia: «In merito all’articolo pubblicato dal Sole 24 Ore dal titolo “Superbonus stop ai decreti Mise” si smentisce totalmente il fatto enunciato. I decreti sono stati registrati dalla Corte dei Conti e sono in via di pubblicazione in Gazzetta ufficiale». Le stesse fonti non spiegano, però, quanto tempo servirà per vedere finalmente i testi.

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Superbonus 110% escluso per il cappotto termico dell’edificio non condominiale

Arriva ulteriore conferma che per godere del superbonus 110% per il cappotto termico è necessario che l’edificio sia costituito in condominio

L’Agenzia delle Entrate, con l’aggiornamento delle FAQ dedicate al superbonus 110%
di cui al decreto Rilancio, conferma il chiarimento già fornito nella Circolare n. 24/E del 2020 secondo cui in caso di due appartamenti accatastati separatamente e ubicati in un unico stabile posseduto interamente da un solo soggetto o in comproprietà tra più soggetti, non sarà possibile fruire del superbonus 110% per il cappotto termico realizzato sulla facciata dello stabile stesso. Ciò, in quanto, in questo caso non risulta costituito un condominio.

Serve il condominio per il superbonus 110% con cappotto termico

Il caso chiarito è quello, di un contribuente, comproprietario con il coniuge e i propri figli minori, di un intero edificio composto da più unità immobiliari, autonomamente accatastate, possedute dagli stessi in
qualità di persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni. Veniva chiesto se è possibile in questo caso fruire del superbonus 110% per la realizzazione del cappotto termico sull’edificio (intervento trainante) e la contestuale sostituzione degli infissi degli appartamenti (intervento trainato).

Questa la risposta dell’Agenzia delle Entrate:

“Non è possibile beneficiare del Superbonus né con riferimento alle spese
sostenute per il cappotto termico né con riferimento alle quelle
sostenute per interventi di sostituzione degli infissi effettuati sulle
singole unità immobiliari, in quanto l’edificio oggetto degli interventi
non è costituito in condominio. Come chiarito dalla circolare n. 24/E
dell’8 agosto 2020, par. 1.1, il Superbonus “non si applica agli
interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari
distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un
unico proprietario o in comproprietà fra più soggetti”.

Dunque, beneficio negato in questo caso. Si tratta, a parere di chi scrive, di una limitazione di non poco conto visto che sono migliaia i contribuenti che potrebbero trovarsi in una simile fattispecie.

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