Domande frequenti sul SUPERBONUS 110%

  • Partiamo dall’inizio. Cosa è il superbonus al 110%?
    Il Superbonus è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

    Le nuove misure si aggiungono alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico (c.d. Sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (cd. Ecobonus).

    Tra le novità introdotte, è prevista la possibilità, al posto della fruizione diretta della detrazione, di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. In questo caso si dovrà inviare dal 15 ottobre 2020 una comunicazione per esercitare l’opzione. Il modello da compilare e inviare online è quello approvato con il provvedimento dell’8 agosto 2020.
  • Per quali tipologie di interventi vale?
    Il Superbonus spetta in caso di:
    • interventi di isolamento termico sugli involucri
    • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni
    • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti
    • interventi antisismici: la detrazione già prevista dal Sismabonus è elevata al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

    Interventi aggiuntivi

    Oltre agli interventi trainanti sopra elencati, rientrano nel Superbonus anche le spese per interventi eseguiti insieme ad almeno uno degli interventi principali di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o di riduzione del rischio sismico. Si tratta di
    • interventi di efficientamento energetico
    • installazione di impianti solari fotovoltaici
    • infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici
  • Per quali tipologie abitative vale?
    Hanno titolo ad usufruire del “superbonus” gli interventi eseguiti su:
    • parti comuni di edifici (es. condominio);
    • unità immobiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno (villette a schiera);
    • singole unità immobiliari.
    Non sussiste più la distinzione tra prima e seconda casa che invece era rinvenibile nell’ambito del testo originario del decreto legge.

    Di conseguenza vengono ricompresi nell’agevolazione anche gli interventi che vengono eseguiti sulle seconde case.

    Sono invece espressamente esclusi dal beneficio gli interventi eseguiti su unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili) A8 (ville) A9 (castelli).
  • Come si richiede l’agevolazione?
    L’agevolazione può essere richiesta in varie modalità.

    La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo, entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

    In alternativa alla fruizione diretta della detrazione, è possibile optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura) o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

    La cessione può essere disposta in favore:  
    • dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi
    • di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)
    • di istituti di credito e intermediari finanziari.
    I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.

    Per esercitare l’opzione, oltre agli adempimenti ordinariamente previsti per ottenere le detrazioni, il contribuente deve acquisire anche  
    • il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione, rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) e dai CAF
    • l’asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico, che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Le ultime sul Superbonus 110%

Di seguito una serie di articoli in tema di Decreto Rilancio e le misure finanziarie, fiscali e di sostegno ad esso collegate.

Per chiarimenti

Se hai bisogno di chiarimenti lo staff di Meridiana Servizi ti aiuterà ad individuare la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Superbonus 110%: quale cessione del credito conviene?

Le regole della cessione del credito

L’art.121 del DL Rilancio non prevede nessuna limitazione alla cessione, anche parziale, delle detrazioni fiscali derivanti dalla generalità degli interventi, compresi quelli che consentono di fruire del “bonus facciate”. La possibilità è modulata sulla base di due stati di avanzamento dei lavori e di un saldo.
Rimandando all’approfondimento dedicato per tutti i dettagli, e alle FAQ del Fisco per i chiarimenti, elenchiamo le novità in pillole della cessione del credito per il Superbonus 110%:
il credito di imposta è di importo pari alla detrazione spettante e può essere ceduto anche a istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
la trasformazione della detrazione in credito di imposta opera solo all’atto della cessione ad altri soggetti;
introdotta la possibilità di esercitare la predetta opzione in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori;
precisati gli interventi per cui spetta l’agevolazione nel caso di restauro delle facciate;
nel caso di trasformazione in crediti di imposta, non si applica il divieto di compensazione in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro;
per l’esercizio dell’opzione è possibile avvalersi dei soggetti che possono presentare le dichiarazioni in via telematica.
Dallo scorso 15 ottobre, sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate la modulistica e il software per procedere con tutti gli adempimenti relativi alla cessione del credito.

Le principali offerte

Quindi sappiamo che possiamo cedere il credito. Ma a chi lo cediamo? La nostra banca effettua questo servizio? Vediamo un po’ cosa propongono i principali istituti di credito nel nostro Paese in merito.

Intesa Sanpaolo

E’ possibile decidere di pagare a propie spese il fornitore che realizza i lavori sull’edificio o condominio e cedere il credito d’imposta a Intesa Sanpaolo, che a sua volta accrediterà la somma prevista dall’agevolazione fiscale per i lavori eseguiti al netto della percentuale prevista dalla banca per l’acquisto del tuo bonus.

La soluzione prevede:

  • nessun finanziamento;
  • la cessione credito d’imposta maturato a Intesa Sanpaolo che potrà avvenire a scelta:
  • a stato avanzamento lavori (SAL)
  • alla fine dei lavori
  • il pagamento anticipato dell’importo relativo al credito di imposta maturato e riferito alla spesa sostenuta, senza dover attendere le quote di detrazione annuali previste dalla normativa di riferimento

La percentuale di acquisto prevista per la cessione del credito è calcolata sull’aliquota del bonus previsto per i lavori effettuati e varia in base al numero di anni stabiliti dalla normativa fiscale per il recupero fiscale del credito. L’importo liquidato è quindi pari a:

  • 102 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni (pari al 92,7% del valore nominale del credito d’imposta maturato);
  • 90,91 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistati per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 5 anni (pari al 90,91% del valore nominale del credito di imposta maturato);
  • 80 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 10 anni (pari all’80% del valore nominale del credito d’imposta maturato).

UNICREDIT

  • Prezzo di acquisto crediti fiscali per Persone fisiche e Condomini valido dal 1° ottobre 2020: € 102 per ogni 110€ di credito fiscale acquistato;
  • Prezzo di acquisto crediti fiscali per Imprese riferiti al Superbonus valido dal 1° ottobre 2020: € 100 per ogni 110€ di credito fiscale acquistato;
  • Prezzo di acquisto crediti fiscali non riferiti al Superbonus 110% (che cioè danno luogo a misure di detrazione diverse come sopra indicate e con detrazione da ripartire in 10 quote annuali): € 80 per ogni 100€ di credito fiscale acquistato;
  • Prezzo di acquisto crediti fiscali per gli interventi cd. Sismabonus ex DL 63/2013 (effettuati non riferiti al Superbonus 110%) che danno luogo a misure di detrazione diverse come sopra indicate e con detrazione da ripartire in 5 quote annuali: € 90,91 per ogni 100€ di credito fiscale acquistato;

UnipolSAI

La compagnia eroga un importo pari al 102% dell’importo dei lavori che beneficiano delle detrazioni fiscali, sia per il committente (proprietario/condominio), sia per l’impresa esecutrice dei lavori.


Credit Agricolé

Per i condomini e i privati:

  • Superbonus 110%, recuperabile in 5 anni: 100 euro ogni 110 euro di credito fiscale (90,91% del valore nominale del credito d’imposta maturato);
  • Interventi diversi da superbonus 110% recuperabili in 5 anni: 91 euro ogni 100 euro di credito fiscale (pari al 90,91% del valore nominale del credito d’imposta maturato);
  • Interventi diversi da superbonus 110% recuperabili in 10 anni: 78 euro ogni 100 euro di credito fiscale (pari al 78,00% del valore nominale del credito d’imposta maturato).

Per le aziende:

  • Superbonus 110%, recuperabile in 5 anni: 100 euro ogni 110 euro di credito fiscale (90,91% del valore nominale del credito d’imposta maturato)
  • Interventi diversi da superbonus 110% recuperabili in 5 anni: 91 euro ogni 100 euro di credito fiscale (pari al 90,91% del valore nominale del credito d’imposta maturato)
  • Interventi diversi da superbonus 110% recuperabili in 10 anni: 78 euro ogni 100 euro di credito fiscale (pari al 78,00% del valore nominale del credito d’imposta maturato).

Fineco

  • 105 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni (pari al 95,5% del valore nominale del credito d’imposta maturato);
  • 85 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 10 anni (pari all’85% del valore nominale del credito d’imposta maturato).

Banca Mediolanum

Per il Superbonus, ogni 110 euro al cliente ne vengono riconosciuti 102. Per chi, oltre alla cessione del bonus, ha esigenza di ottenere liquidità, è possibile chiedere un anticipo.


CARIGE

  • privati e condominî potranno cedere i crediti di imposta derivanti da spese detraibili in 5 anni ottenendo indietro il 93,19% (102,5 euro per ogni 110 di credito ceduto); le imprese riceveranno il 91,81% (101 euro per ogni 110 di credito ceduto);
  • i crediti di imposta detraibili in 10 anni consentiranno invece di recuperare l’81,12% del credito ceduto.

Banca Sella

Per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni la banca corrisponde un ammontare pari:

  • 102 euro per ogni 110 euro ceduti (pari al 92,73% del suo valore nominale) per i privati e i condomini
  • 100 euro per ogni 110 euro ceduti (pari al 90,91% del suo valore nominale) per le imprese

Per gli interventi diversi dal Superbonus, la banca corrisponde un ammontare pari:

  • al 90,91% del valore nominale del credito di imposta ceduto, per spese detraibili in 5 anni
  • all’80% del valore nominale del credito di imposta ceduto, per spese detraibili in 10 anni

Il pagamento della cessione del credito di imposta avverrà, sul conto corrente indicato, entro 10 giorni lavorativi dalla data di accettazione sul portale dell’Agenzia delle Entrate da parte della banca.


Assicurazioni Generali

L’offerta di Generali Italia prevede di erogare fin da subito, a fronte della cessione del credito di imposta dei Clienti, consentita dal Decreto come possibile alternativa alla detrazione fruibile in quote di 5 anni, il 102% di liquidità ai privati (proprietari e affittuari di abitazione) e condomini con offerta fino al 31.12.2020, e il 100% alle ditte esecutrici dei lavori che hanno accesso a Superbonus 110%, un servizio di assistenza per i richiedenti attraverso una piattaforma digitale e un helpdesk dedicato atto a fornire le informazioni sul processo e la documentazione necessaria, nonché un’offerta assicurativa agevolata per le famiglie, i professionisti e le imprese edili.


Poste Italiane

Poste Italiane offre ai titolari di un conto corrente BancoPosta con internet banking attivo la soluzione di cessione dei crediti d’imposta e specifici prodotti assicurativi.

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Superbonus 110%, la check-list per il visto di conformità

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Quali documenti produrre per ottenere il visto di conformità, utile ad esercitare l’opzione dello sconto in fattura o della cessione del credito corrispondente al Superbonus 110%? Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e egli esperti contabili e la Fondazione nazionale dei commercialisti, per rispondere a questa domanda, hanno pubblicato la check-list per il visto di conformità sugli interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza antisismica.

Superbonus 110%, il visto di conformità

In alternativa alla fruizione diretta del Superbonus, è riconosciuta la possibilità di optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.

Uno degli adempimenti richiesti per esercitare le due opzioni è l’acquisizione del visto di conformità dei dati che attestano i presupposti che danno diritto alla detrazione.

Il visto di conformità è rilasciato da dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali, consulenti del lavoro ed esperti iscritti alle Camere di Commercio.

Il soggetto che rilascia il visto di conformità deve verificare la presenza delle asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai tecnici incaricati. Torna quindi utile la check-list.

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Ape per il superbonus 110: novità da Enea

Chiarimenti dell’Enea su Ape e superbonus 110. Una delle Faq relative all’ecobonus 110 per cento ha preso in considerazione proprio le detrazioni fiscali del 110% e l’Attestato di prestazione energetica. Vediamo quanto domandato e quanto spiegato in merito.

 Con la Faq n. 5 sono state poste le seguenti domande:

 “Per fruire delle detrazioni fiscali del 110% il comma 3 dell’art. 119 del D.L. 34/2020 come convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020 n. 77, richiede la redazione degli attestati di prestazione energetica ante e post operam al fine di dimostrare che con gli interventi realizzati si consegua il miglioramento di almeno due classi energetiche”.

 a) “Con quale criterio, decreto 26/06/2015 o leggi regionali, devono essere determinate le classi energetiche?”

 b) “Nel caso di edifici unifamiliari, quali servizi energetici occorre prendere in considerazione per eseguire il confronto tra Ape-pre e Ape-post?”

 c) “In quali casi, il direttore dei lavori o il progettista possono firmare gli Ape utilizzati ai fini delle detrazioni fiscali del 110%?”

 d) “Quali Ape vanno depositati nei catasti regionali?”

 e) “Nel caso di lavori iniziati prima del 1° luglio 2020 a quale situazione deve riferirsi l’Ape ante intervento?”

 

Vediamo adesso quali sono le risposte fornite:

a) “Per uniformità di applicazione della misura incentivante su tutto il territorio nazionale il criterio di classificazione energetica da usare è quello previsto dal decreto del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, 26 giugno 2015, o il criterio previsto dalla corrispondente norma regionale a condizione che le regioni dichiarino che si ottengano le stesse classificazioni energetiche”.

b) “Ai fini delle detrazioni fiscali del 110%, anche nel caso degli edifici unifamiliari, i servizi energetici da prendere in considerazione nell’Ape-post per la verifica del conseguimento del miglioramento di due classi energetiche sono quelli presenti nella situazione ante intervento così come previsto per gli Ape convenzionali rilasciati per gli edifici composti da più unità immobiliari”.

c) “Il direttore dei lavori e il progettista possono firmare gli Ape utilizzati solo ai fini delle detrazioni fiscali del 110% che non necessitano di deposito nel catasto degli impianti termici”.

d) “Gli Ape da depositare nel catasto regionale degli attestati di prestazione energetica degli edifici sono quelli di ogni singola unità immobiliare relativi alla situazione postintervento prendendo in considerazione tutti i servizi energetici presenti nello stato finale”.

e) “L’Ape ante intervento deve riferirsi alla situazione esistente alla data di inizio dei lavori”.

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Superbonus, slittano i decreti attuativi del Mise. Rallenta la corsa del 110%

A quasi due mesi di distanza dalla firma dei due decreti, arrivata a inizio agosto, gli operatori di mercato dovranno, allora, attendere ancora prima di avere a disposizione il quadro definitivo su due pezzi fondamentali del superbonus.

di Giuseppe Latour

Stop a sorpresa per l’attuazione delle norme sul superbonus. Servirà più tempo per la pubblicazione dei decreti Mise in materia di asseverazioni e requisiti tecnici. Se nei giorni scorsi, dopo le indicazioni del Mef, era maturata la convinzione che i due provvedimenti fossero ormai a un passo dalla Gazzetta ufficiale, nelle ultime ore la situazione è cambiata: la Corte dei conti ha formulato delle osservazioni che richiederanno un supplemento di lavorazione al ministero.

I tempi dello stop
Non sarà uno stop lungo, ma servirà qualche giorno in più. Secondo alcune fonti, un paio di settimane. Anche perché, nel frattempo, la sede romana del ministero è stata evacuata causa Covid. Per completare il lavoro di drafting, sarà necessario rientrare fisicamente negli uffici e procedere con le molte limature richieste.

Cosa è successo
La registrazione da parte della Corte dei conti, rivendicata negli ultimi giorni sia dall’Economia che dallo Sviluppo economico, c’è effettivamente stata ed è datata 22 settembre. Insieme alla registrazione, però, la magistratura contabile ha formulato diverse osservazioni al Mise, sulle quali invece è stato tenuto un riserbo maggiore.

Non si tratta – va precisato – di correzioni di merito, ma di forma. È stato, cioè, chiesto al ministero di chiarire alcuni passaggi troppo intricati, adeguando i testi per renderli più facilmente applicabili. A finire sotto osservazione è stato, soprattutto, il corposo pacchetto di allegati, già oggetto di critiche di diversi esperti per qualche imprecisione.

I problemi operativi
Bisogna ricordare, a questo proposito, che nelle scorse settimane (si veda Il Sole 24 Ore del 2 settembre) era stato sottolineato come la combinazione tra i decreti e le indicazioni delle Entrate creasse diverse incertezze. Ad esempio, il decreto sui requisiti tecnici portava dubbi sul fatto che fossero classificabili come trainati la riqualificazione energetica globale di edifici, gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni condominiali, gli interventi congiunti ecobonus-antisismico e i dispositivi multimediali per il controllo da remoto per riscaldamento o climatizzazione. Senza dimenticare (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) i problemi negli incroci tra tetti di spesa e tetti di detrazione.

Drafting in corso
Il risultato pratico di queste osservazioni è che i testi non sono mai arrivati alla Gazzetta ufficiale, ma si trovano, invece, nuovamente allo Sviluppo economico, dove è stato avviato un lavoro di drafting e aggiustamento che richiederà ancora qualche giorno.

A quasi due mesi di distanza dalla firma dei due decreti, arrivata a inizio agosto, gli operatori di mercato dovranno, allora, attendere ancora prima di avere a disposizione il quadro definitivo su due pezzi fondamentali del superbonus: le asseverazioni e i requisiti tecnici degli interventi.

La smentita del Mise
Intanto, fonti del ministero dello Sviluppo economico commentano così la notizia: «In merito all’articolo pubblicato dal Sole 24 Ore dal titolo “Superbonus stop ai decreti Mise” si smentisce totalmente il fatto enunciato. I decreti sono stati registrati dalla Corte dei Conti e sono in via di pubblicazione in Gazzetta ufficiale». Le stesse fonti non spiegano, però, quanto tempo servirà per vedere finalmente i testi.

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Superbonus 110% escluso per il cappotto termico dell’edificio non condominiale

Arriva ulteriore conferma che per godere del superbonus 110% per il cappotto termico è necessario che l’edificio sia costituito in condominio

L’Agenzia delle Entrate, con l’aggiornamento delle FAQ dedicate al superbonus 110%
di cui al decreto Rilancio, conferma il chiarimento già fornito nella Circolare n. 24/E del 2020 secondo cui in caso di due appartamenti accatastati separatamente e ubicati in un unico stabile posseduto interamente da un solo soggetto o in comproprietà tra più soggetti, non sarà possibile fruire del superbonus 110% per il cappotto termico realizzato sulla facciata dello stabile stesso. Ciò, in quanto, in questo caso non risulta costituito un condominio.

Serve il condominio per il superbonus 110% con cappotto termico

Il caso chiarito è quello, di un contribuente, comproprietario con il coniuge e i propri figli minori, di un intero edificio composto da più unità immobiliari, autonomamente accatastate, possedute dagli stessi in
qualità di persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni. Veniva chiesto se è possibile in questo caso fruire del superbonus 110% per la realizzazione del cappotto termico sull’edificio (intervento trainante) e la contestuale sostituzione degli infissi degli appartamenti (intervento trainato).

Questa la risposta dell’Agenzia delle Entrate:

“Non è possibile beneficiare del Superbonus né con riferimento alle spese
sostenute per il cappotto termico né con riferimento alle quelle
sostenute per interventi di sostituzione degli infissi effettuati sulle
singole unità immobiliari, in quanto l’edificio oggetto degli interventi
non è costituito in condominio. Come chiarito dalla circolare n. 24/E
dell’8 agosto 2020, par. 1.1, il Superbonus “non si applica agli
interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari
distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un
unico proprietario o in comproprietà fra più soggetti”.

Dunque, beneficio negato in questo caso. Si tratta, a parere di chi scrive, di una limitazione di non poco conto visto che sono migliaia i contribuenti che potrebbero trovarsi in una simile fattispecie.

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Superbonus 110%: Chi può usufruirne e quali sono i limiti di spesa

Quali sono i soggetti che possono usufruire del Superbonus 110 per cento?

I contribuenti titolati ad usufruire del “superbonus” sono:

  • le persone fisiche fuori dall’esercizio di attività di arti impresa e professioni;
  • i condomini;
  • gli istituti autonomi case popolari e altri enti con le medesime finalità sociali, che rispettino i requisiti europei dell’in house providing, per gli immobili di loro proprietà e per quelli gestiti per conto dei comuni. Per tali soggetti è previsto anche un tempo più lungo per la realizzazione degli interventi fino al 30 giugno 2023;
  • le cooperative di abitazioni per gli immobili da esse posseduti o assegnati in godimento ai propri soci;
  • gli enti del terzo settore (organizzazioni non lucrative di utilità sociale ai sensi del Decreto Legislativo n. 460/1997), le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri, le associazioni di promozione sociale registrate;
  • le associazioni e società sportive dilettantistiche registrate, sulle parti di immobili destinati a spogliatoi

Non occorre essere i proprietari diretti dell’edificio che è oggetto dell’intervento: infatti hanno titolo legittimo a beneficiare dell’agevolazione fiscale anche i soggetti che sono titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso e abitazione), i nudi proprietari, i detentori con contratto di locazione o comodato regolarmente registrato, purché muniti del consenso all’esecuzione dei lavori da parte sia del proprietario che dei familiari del possessore o detentore.

Per i lavori effettuati sulle parti comuni di un condominio nel quale si trovino soggetti che esercitino attività di impresa o arte o professione, anche questi ultimi potranno beneficiare della agevolazione fiscale.

 
Esistono dei limiti relativi alla spesa sostenuta?

La legge fissa dei limiti di spesa degli interventi oltre i quali non è consentita l’agevolazione al 110%:

  • per gli interventi di isolamento termico: il tetto di spesa è pari a 50 mila Euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari indipendenti all’interno di complessi plurifamiliari; 40 mila Euro per ciascuna unità immobiliare per con-domini composti da 2 a 8 unità, e 30 mila Euro per ciascuna unità immobiliare per edifici composti da più di otto unità;
  • per gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale: il tetto di spesa è pari ad Euro 30 mila per gli edifici unifamiliari o funzionalmente autonomi; ad Euro 20 mila per unità abitativa negli edifici composti da 2 a 8 unità, ed Euro 15 mila per unità abitativa negli edifici con più di otto unità;
  • per gli interventi di installazione di pannelli solari: il tetto di spesa è pari ad euro 48 mila e comunque 2400 Euro per ogni kw dell’impianto per singola abitazione.

 

Quali sono le condizioni che si devono rispettare per ottenere la detrazione fiscale?

Gli interventi relativi al cosiddetto ecobonus finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio devono avere come conseguenza il miglioramento delle prestazioni energetiche stesse di almeno due classi. Il miglioramento deve essere attestato con il rilascio dell’APE (attestato di prestazione energetica) prima dell’intervento e dopo.

Gli interventi di isolamento termico in particolare dovranno rispettare i requisiti che un apposito decreto, non ancora aemanato, fisserà(in attesa del decreto, si è possibile applicare i requisiti che vengono previsti dai decreti 19 febbraio 2007 e 11 febbraio 2008).

  • gli interventi del cosiddetto “sisma bonus”, finalizzati al miglioramento delle prestazioni antisismiche dell’edificio, devono comportare il miglioramento di almeno una classe;
  • interventi che vengono definiti come “trainati” possono beneficiare del regime agevolativo solo nel caso in cui siano stati posti i essere unitamente a uno dei tre interventi trainanti;
  • interventi “trainati” nel caso in cui siano stati compiuti unitamente ad uno o più interventi “trainanti” in ambito energetico, devono comportare il miglioramento di almeno due classi energetiche o comunque arrivare alla classe energetica più alta;
  • gli interventi “trainati” conferiscono il diritto alla detrazione anche nel caso in cui non siano legati ad un intervento “trainante” per gli immobili che sono sottoposti a vincolo per i quali non risulta essere possibile compiere gli interventi edilizi “trainanti” in ragione di limitazioni che siano derivanti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio o da regolamenti edilizi ed urbanistici e ambientali;
  • L’agevolazione fiscale spetta per i lavori realizzati a partire dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

 

Esame di quali sono le modalità con cui calcolare la detrazione

La detrazione è pari al 110 % dell’importo delle spese sostenute da parte del contribuente e comunque non oltre i tetti di spesa che sono stati sopra elencati.

L’applicazione dell’aliquota agevolativa deve essere fatta secondo il principio di cassa (cioè al momento dell’effettivo pagamento) da parte delle persone fisiche, e secondo il criterio di competenza (cioè alla data di ultimazione della prestazione corrisposte) per quanto riguarda le imprese e le società.

L’importo della detrazione (il 110% della spesa effettivamente sostenuta) deve essere diviso in quote uguali da ripartirsi in 5 anni (es. 50 mila euro di spesa danno diritto ad una detrazione di Euro 10 mila per ogni annualità).

Una volta calcolata la quota di competenza dell’anno della detrazione, se le imposte che sono derivanti dalla dichiarazione dei redditi sono inferiori alla quota annua di detrazione, il residuo non detratto non può essere recuperato sugli anni di imposta successivi al primo e quindi si perde.

Per questo motivo può essere utile, invece della detrazione esercitare una delle due opzioni previste dalla legge:

  • invece della detrazione, il contribuente ha la facoltà di scegliere di optare per avere lo sconto in fattura su quello che è il corrispettivo dovuto al soggetto fornitore di beni e servizi, il quale recupererà lo sconto praticato trasformandolo in credito di imposta, con facoltà di cederlo ulteriormente ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari;
  • in alternativa, il contribuente può trasformare la detrazione in un credito di imposta.
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Meccanismo del credito di imposta

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Il credito di imposta può essere riportato in compensazione con l’insieme di tutte le imposte e i contributi che il contribuente deve versare. Mentre la detrazione si applica alle imposte sui redditi, il credito di imposta consente di ridurre o compensare gli importi dovuti dal contribuente all’Erario.

Previsto inoltre che per il “super-bonus” non sussistano dei limiti alla possibilità di compensazione: non trova infatti applicazione il limite generale di compensazione normalmente fissato in 700 mila Euro.

Il credito di imposta può anche essere compensato con i debiti fiscali che sono a carico del contribuente e non si applica il divieto generale di compensazione tra crediti fiscali e debiti fiscali iscritti a ruolo per importi superiori a 1500 Euro.

Il credito di imposta può essere inoltre ceduto a terzi siano esse persone fisiche, esercenti arti e professioni, enti e società, ivi inclusi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari.

Rapido esame delle modalità di esercizio dell’opzione per la trasformazione della detrazione in crediti di imposta

L’opzione per usufruire dello sconto o della trasformazione del credito di imposta non deve essere esercitata una volta per tutte, infatti l’opzione può essere esercitata per ciascuno stato di avanzamento lavori (SAL).

Gli stati avanzamento lavori non possono essere più di due: il primo stato avanzamento lavori deve comprendere almeno il 30% dei lavori complessivi e il secondo almeno il 60% degli stessi.

L’esercizio dell’opzione per la trasformazione del credito di imposta e la cessione deve essere esercitata telematicamente, anche mediante intermediario abilitato alla trasmissione telematica della dichiarazione.

Le modalità operative sono demandate ad un successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate

L’opzione per la cessione o lo sconto è estesa non solo all’eco bonus ed al sisma bonus al 110% ma anche ad altri interventi edilizi che beneficiano di detrazioni di importo inferiore, quali ad esempio il cosiddetto bonus “facciate” previsto per la sola pulitura e tinteggiatura esterna dell’edificio, oppure gli “eco bonus” che non rientrano nel “superbonus” perché, ad esempio, non comportano l’innalzamento delle due classi energetiche dell’edificio.

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Superbonus 110%, i chiarimenti nella circolare n. 24/E dell’8 agosto 2020

Dopo la pubblicazione dei decreti sulle asseverazioni e sui requisiti tecnici dei lavori, con la Circolare n. 24/E l’Agenzia delle Entrate provvede a fornisce i primi chiarimenti interpretativi sul superbonus del 110%, a partire dall’elenco dei soggetti che possono usufruire del beneficio..

Possono accedere all’ecobonus ed al sismabonus del 110% anche i familiari e i conviventi del possessore o detentore dell’immobile che sostengono la spesa per i lavori effettuati sugli immobili a loro disposizione.

L’accesso al super bonus per tali soggetti è ammesso se sono conviventi con il possessore o detentore dell’immobile alla data di inizio lavori o al momento del sostenimento della spesa. Non spetta invece al familiare per i lavori su immobili dati in affitto o comodato d’uso.

L’Ecobonus del 110% può essere usufruito anche da parte dell’acquirente dell’immobile oggetto di intervento immesso nel possesso, a condizione che sia stato stipulato un contratto preliminare di vendita dell’immobile regolarmente registrato.

I titolari di partita IVA possono accedervi per i lavori sugli immobili appartenenti all’ambito privato, diversi da quelli strumentali, beni patrimoniali o unità immobiliari che costituiscono l’oggetto della propria attività.

Per quel che riguarda le spese detraibili al 110%, viene specificato che rientrano nella detrazione anche alcune spese accessorie agli interventi. Si tratta, ad esempio, dei costi per i materiali, la progettazione e le altre spese professionali connesse (perizie e sopralluoghi, spese preliminari di progettazione e ispezione e prospezione).

Completa il quadro dei pezzi necessari per dare il via all’ecobous del 110% il provvedimento pubblicato dall’Agenzia delle Entrate contenente l’elenco delle regole relative alla cessione del credito ed allo sconto in fattura. La comunicazione per fruire dell’opzione alternativa alla detrazione potrà essere inviata a far data a partire dal 15 ottobre 2020 ed entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui si sostiene la spesa. Bisognerà usare il modello allegato al provvedimento dell’8 agosto, corredato dalle relative istruzioni di compilazione.

L’invio dovrà essere effettuato in modalità telematica dal beneficiario della detrazione per i lavori in edifici singoli e dall’amministratore per i lavori in condominio, con possibilità di avvalersi di intermediari.

La comunicazione potrà essere esercitata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori. Per i lavori relativi al super bonus i SAL non possono essere più di due per ciascun intervento, e ciascun SAL deve riferirsi almeno al 30% dei lavori. Alla comunicazione per la cessione del credito dovrà seguire l’accettazione da parte del cessionario o, in alternativa, l’ulteriore cessione a soggetti terzi, banche comprese, a partire dal giorno 10 del mese successivo alla corretta ricezione della comunicazione. Il credito potrà essere poi trasferito anche dagli altri cessionari.

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Linee guida dell’Agenzia delle Entrate

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Guida fiscale su “Superbonus 110%” in PDF

NOVITÀ IN MATERIA DI DETRAZIONIPER INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO ENERGETICO,SISMA BONUS,FOTOVOLTAICOE COLONNINE DI RICARICADI VEICOLI ELETTRICI

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Superbonus edilizia 110%, gli interventi che si possono fare gratis

Quali sono gli interventi che potranno godere della detrazione fiscale potenziata al 110%

Roma – Quali sono gli interventi di ristrutturazione immobiliare che si possono fare gratis con l'Ecobonus edilizia 110 per cento? Il Decreto Rilancio va in Parlamento e gli emendamenti promettono estensioni dei benefici anzichè limitazioni.

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Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34

Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonche’ di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00052)

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