Le ultime sul Bonus Ristrutturazione

Di seguito una raccolta di articoli in tema di Decreto Rilancio e le misure finanziarie, fiscali e di sostegno ad esso collegate.

Entrate, rispondendo al caso pratico di un contribuente, chiarisce che un immobile censito nella categoria F/4 può godere del bonus ristrutturazioni, a condizione che alla fine dei lavori diventi di categoria A/2, ossia un’abitazione. L’agevolazione prevede un limite di detrazione di 96.000 euro, riferito all’unità immobiliare censita al catasto all’inizio degli interventi di ristrutturazione.

L’articolo 16-bis del TUIR prevede una detrazione dall’imposta lorda delle persone fisiche per le spese sostenute e gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, nonché di ristrutturazione edilizia sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze.

Con varie proroghe, l’ultima con la Legge di Bilancio 2021, i contribuenti hanno la possibilità di accedere a una detrazione pari al 50% sulle spese sostenute, entro il limite di 96.000 euro per unità immobiliare, dal 26 giugno 2021 al 31 dicembre 2021.

Il chiarimento dell’Agenzia si basa sull’analisi di un caso pratico: un contribuente che ha stipulato un preliminare di compravendita per l’acquisito del diritto di usufrutto vitalizio sulla quota di metà unità immobiliare, parte di un fabbricato censito nella categoria catastale fittizia F/4, ovvero unità in corso di definizione, sottoposto a vincolo storico artistico.

Il fabbricato in principio era accatastato come albergo. L’immobile acquistato è rientrato poi in un progetto di frazionamento in più unità abitative e  ristrutturazione. L’unità in corso di definizione acquistata al termine dei lavori risulta come un’abitazione di categoria A/2.

Il contribuente si è quindi rivolto all’Agenzia delle Entrate per verificare la possibilità di beneficiare del bonus ristrutturazione.

L’Agenzia ha dato il via libera: “Nel presupposto che siano rispettati tutti i requisiti previsti dalla norma, potrà fruire delle agevolazioni previste dall’articolo 16-bis del TUIR nel limite di detrazione di 96.000 euro”. “L’agevolazione”, aggiunge l’Agenzia, “potrà essere fruita a condizione che, alla fine dei lavori, sia distintamente accatastata in A/2”.

Il bonus, come specifica l’Agenzia, tra gli altri casi, è applicabile anche ai lavori effettuati su singole unità immobiliari residenziali, di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze, accatastate o in via di accatastamento.

Già con la circolare numero 19/E del 2020 l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che i ruderi che rientrano nella categoria catastale F/2, unità collabenti, rientrano pienamente nel campo di applicazione del bonus ristrutturazione.

La stessa considerazione va fatta anche quando l’immobile esistente sia frazionato in più unità immobiliari provvisoriamente accatastate in categoria F/4, destinate ad abitazioni.

L’Agenzia comunque sottolinea: “Si ricorda che per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che comportino l’accorpamento di più unità abitative o la suddivisione in più immobili di un’unica unità abitativa, ai fini dell’individuazione del limite di spesa su cui calcolare la detrazione, vanno considerate le unità immobiliari censite in Catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori”

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Bonus ristrutturazioni 2021: come funziona, quali sono le spese ammesse e i lavori detraibili al 50 per cento?

La Legge di Bilancio 2021 ha confermato la detrazione del 50 per cento, fino al limite di spesa di 96.000 euro, per i lavori di ristrutturazione edilizia.

Accanto alla conferma della possibilità di optare per la cessione del credito e per lo sconto in fattura, sono diverse le novità da segnalare relative ai lavori ammessi al bonus ristrutturazioni 2021.

Accanto all’introduzione di nuovi bonus fiscali, tra cui quelli per la sostituzione di sanitari e rubinetti e per i sistemi di filtraggio di acqua potabile, e alle modifiche al superbonus del 110 per cento, la legge n. 178 del 30 dicembre 2020 include nelle spese ammesse al bonus ristrutturazioni 2021 anche quelle di sostituzione del gruppo elettronico.

Nelle righe che seguono ci soffermeremo in maniera approfondita su cos’è, come funziona e quali sono i lavori ammessi al bonus ristrutturazioni 2021, fruibile non solo come detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi, ma anche con cessione del credito e sconto in fattura, secondo quanto previsto dall’articolo 121 del decreto Rilancio.

Bonus ristrutturazioni 2021, lavori ammessi, limiti e come funziona

Il bonus ristrutturazioni è la detrazione fiscale del 50 per cento riconosciuta ai contribuenti che effettuano lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria in condominio o in edifici singoli.

Nonostante siano passati anni dalla sua introduzione, sono ancora in tanti a chiedersi come funziona.

Il bonus ristrutturazioni, prorogato dalla Legge di Bilancio fino al 31 dicembre 2021, consente di accedere ad un rimborso Irpef per le spese sostenute, fino ad un massimo di 96.000 euro.

Si ricorda che in merito agli adempimenti richiesti, viene confermata anche per il 2021, per i lavori di ristrutturazione che comportano anche un risparmio energetico, l’obbligatorietà di invio della comunicazione ENEA.

Dopo le prime indicazioni è però necessario scendere nel dettaglio per capire come funziona il bonus ristrutturazioni 2021, quali sono le novità introdotte dalla Legge di Bilancio e quando spetta.

Bonus ristrutturazioni con cessione del credito e sconto in fattura nel 2021

Per i lavori effettuati nel 2020 e nel 2021, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione fiscale, il contribuente potrà scegliere di monetizzare subito il bonus Irpef riconosciuto, anche in relazione al bonus ristrutturazioni del 50 per cento.

La novità è parte del pacchetto casa del decreto Rilancio, che accanto all’avvio del bonus del 110 per cento per i “lavori trainanti” e “trainati” di riqualificazione energetica ed adeguamento antisismico, disciplina i due nuovi strumenti della cessione del credito e lo sconto in fattura.

Nel dettaglio, l’articolo 121 del decreto Rilancio prevede che la cessione del credito e lo sconto diretto da parte dell’impresa si applichino per i lavori di:

  • recupero del patrimonio edilizio: interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari nonché dei precedenti interventi e di quelli di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni degli edifici;
  • riqualificazione energetica rientranti nell’ecobonus ordinario, quali, ad esempio, gli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento o delle finestre comprensive di infissi, gli interventi sulle strutture o sull’involucro degli edifici, nonché quelli finalizzati congiuntamente anche alla riduzione del rischio sismico;
  • adozione di misure antisismiche rientranti nel sismabonus: l’opzione può essere esercitata anche con riferimento alla detrazione spettante per l’acquisto delle “case antisismiche”;
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, per i quali spetta il bonus facciate prorogato dalla Legge di Bilancio 2021.

L’esercizio dell’opzione dovrà essere comunicata all’Agenzia delle Entrate mediante il software disponibile online.

Nel caso di sconto in fattura, l’impresa cessionaria del credito potrà a sua volta cederlo ad altri soggetti, istituti di credito compresi. Banche in campo anche per la cessione del credito da parte del contribuente.

 

Bonus ristrutturazioni 2021: elenco lavori e spese ammesse in detrazione

Analizziamo di seguito le regole generali alla base del bonus ristrutturazioni del 50 per cento.

I lavori ammessi al bonus del 50 per cento sono numerosi, ed in tal senso interviene anche la Legge di Bilancio 2021, introducendo una novità importante all’articolo 16-bis del TUIR.

La detrazione del 50 per cento spetta per:

  • lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001);
  • interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).

Alcuni esempi di lavori di manutenzione ordinaria per cui è riconosciuto il bonus ristrutturazioni sono i seguenti:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • interventi finalizzati al risparmio energetico
  • recinzione dell’area privata
  • costruzione di scale interne.

Per il 2021, ai sensi di quanto disposto dal comma 60 articolo 1 della Legge di Bilancio 2021, la detrazione del 50 per cento spetta anche per i lavori di sostituzione del gruppo elettronico di emergenza esistente, con generatori di emergenza a gas di ultima generazione.

Bonus ristrutturazioni 2021: detrazione anche per la sostituzione di porte interne

Il bonus ristrutturazioni 2021 spetta anche per la sostituzione di porte interne. È stato il MEF a fornire chiarimenti in merito alla detrazione Irpef del 50 per cento per la sostituzione di porte, lavoro che molti credono erroneamente che rientri nel bonus mobili.

La spesa sostenuta per cambiare le porte in casa rientra nella manutenzione ordinaria. Ciò significa che il lavoro è automaticamente detraibile in condominio, mentre sarebbe escluso per gli edifici singoli.

C’è tuttavia una possibilità di accedere al bonus ristrutturazioni per la sostituzione delle porte anche negli edifici singoli: come chiarito dal Ministero, la detrazione del 50 per cento è riconosciuta qualora la spesa rientri in un intervento più articolato di manutenzione straordinaria.

Come stabilito dalla circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 57 del 1998, la spesa sostenuta per interventi singolarmente non agevolabili (manutenzione ordinaria) si somma al totale degli oneri detraibili qualora integrata o correlata ad interventi di categorie diverse per i quali compete la detrazione d’imposta.

Per individuare quali lavori rientrano nel totale di quelli ammessi al bonus ristrutturazione, è necessario considerare il carattere assorbente della categoria di interventi “superiore” rispetto a quella “inferiore”.

In parole semplici, la spesa sostenuta per sostituire le porte interne è detraibile se si tratta di un lavoro di finitura utile per completare i restanti interventi.

Ciò sta a significare che nel caso di manutenzione straordinaria o ristrutturazione su un edificio singolo, la detrazione del 50 per cento può essere calcolata anche per le spese di sostituzione di porte interne (normalmente rientranti nella manutenzione ordinaria), se necessarie per completare il lavoro effettuato nel suo insieme.

Bonus ristrutturazioni 2021, a chi spetta? Soggetti beneficiari della detrazione Irpef del 50 per cento

Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia.

La detrazione del 50 per cento dall’Irpef può essere richiesta non solo dal proprietario ma anche dai seguenti soggetti che sostengono le spese:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita – compromesso – chi ha comprato l’immobile può usufruire del bonus se:

  • è stato immesso nel possesso dell’immobile;
  • esegue i lavori di ristrutturazione a proprio carico;
  • è stato regolarmente registrato il compromesso.

L’agevolazione fiscale sui lavori di ristrutturazione può essere richiesta anche a chi esegue lavori in proprio sull’immobile ma soltanto per le spese sostenute per l’acquisto del materiale.

Bonus ristrutturazioni 2021: come pagare?

Per pagare le fatture relative ai lavori rientranti nel bonus ristrutturazioni 2021, bisognerà utilizzare un bonifico bancario o postale parlante, all’interno del quale dovranno essere indicati i seguenti dati:

causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986;

codice fiscale del beneficiario della detrazione;

codice fiscale o Partita Iva del beneficiario del pagamento.

Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto anche se i lavori sono stati pagati con un finanziamento.

In questo caso la società finanziaria dovrà pagare tramite bonifico, seguendo tutte le indicazioni per la compilazione (indicando il CF del soggetto per il quale si effettua il pagamento) e il titolare dell’agevolazione fiscale dovrà conservare la ricevuta del bonifico.

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Normative

IL CALENDARIO DELLE SPESE

A seguito della legge di Bilancio 2021 sono state agevolate le spese sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 30 giugno 2022, da chiunque sostenute. Con il Dl 59/2021 cambiano le condizioni in presenza delle quali si possono ottenere sei mesi in più:
  • a) per gli edifici plurifamiliari posseduti da un unico proprietario – ove ammessi al 110% – si può arrivare al 31 dicembre 2022, a patto che i lavori siano completati almeno per il 60% alla data del 30 giugno 2022;
  • b) per i condomìni, si può arrivare al 31 dicembre 2022 senza requisiti specifici;
  • c) per gli Iacp si può arrivare al 30 giugno 2023 senza requisiti specifici e si può arrivare al 31 dicembre 2023 a patto che i lavori siano completati almeno per il 60% alla data del 30 giugno 2023;
  • d) per gli altri soggetti resta la scadenza del 30 giugno 2022.
    • Le spese sostenute fino al 2021 sono recuperabili in 5 rate; quelle sostenute nel 2022 in 4 anni (per Iacp e soggetti assimilati, 4 anni per le spese pagate dal 1° luglio 2022).

LE SEMPLIFICAZIONI APPROVATE

Il decreto semplificazioni (Dl 77/2021) è stato convertito nella legge 108/2021, pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» del 30 luglio, e contiene un sostanzioso pacchetto di norme dedicate al superbonus:
  • si allunga da 18 a 30 mesi il tempo disponibile per effettuare la rivendita nell’ambito del sismabonus acquisti;
  • viene ammessa la Cila in variante a fine lavori, oltre che una comunicazione semplificata anche per le parti strutturali degli edifici;
  • viene “sterilizzata” la realizzazione di cappotti termici e cordoli sismici, stabilendo che queste modifiche, rispetto ai possibili effetti del Codice civile, «non concorrono al conteggio della distanza e dell’altezza»;
  • il decreto convertito chiarisce che «le violazioni meramente formali che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo non comportano la decadenza delle agevolazioni fiscali limitatamente alla irregolarità od omissione riscontrata»;
  • per gli immobili sui quali si effettuano interventi relativi al superbonus, il termine per stabilire la residenza nel Comune dove è ubicato l’immobile - ai fini dell’agevolazione prima casa - non sarà di 18 mesi, come avviene ordinariamente, ma «di 30 mesi dalla data di stipula dell’atto di compravendita».

Assistenza Bonus Ristrutturazione

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