Le ultime sul Bonus Ristrutturazione

Di seguito una raccolta di articoli in tema di Decreto Rilancio e le misure finanziarie, fiscali e di sostegno ad esso collegate.

Entrate, rispondendo al caso pratico di un contribuente, chiarisce che un immobile censito nella categoria F/4 può godere del bonus ristrutturazioni, a condizione che alla fine dei lavori diventi di categoria A/2, ossia un’abitazione. L’agevolazione prevede un limite di detrazione di 96.000 euro, riferito all’unità immobiliare censita al catasto all’inizio degli interventi di ristrutturazione.

L’articolo 16-bis del TUIR prevede una detrazione dall’imposta lorda delle persone fisiche per le spese sostenute e gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, nonché di ristrutturazione edilizia sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze.

Con varie proroghe, l’ultima con la Legge di Bilancio 2021, i contribuenti hanno la possibilità di accedere a una detrazione pari al 50% sulle spese sostenute, entro il limite di 96.000 euro per unità immobiliare, dal 26 giugno 2021 al 31 dicembre 2021.

Il chiarimento dell’Agenzia si basa sull’analisi di un caso pratico: un contribuente che ha stipulato un preliminare di compravendita per l’acquisito del diritto di usufrutto vitalizio sulla quota di metà unità immobiliare, parte di un fabbricato censito nella categoria catastale fittizia F/4, ovvero unità in corso di definizione, sottoposto a vincolo storico artistico.

Il fabbricato in principio era accatastato come albergo. L’immobile acquistato è rientrato poi in un progetto di frazionamento in più unità abitative e  ristrutturazione. L’unità in corso di definizione acquistata al termine dei lavori risulta come un’abitazione di categoria A/2.

Il contribuente si è quindi rivolto all’Agenzia delle Entrate per verificare la possibilità di beneficiare del bonus ristrutturazione.

L’Agenzia ha dato il via libera: “Nel presupposto che siano rispettati tutti i requisiti previsti dalla norma, potrà fruire delle agevolazioni previste dall’articolo 16-bis del TUIR nel limite di detrazione di 96.000 euro”. “L’agevolazione”, aggiunge l’Agenzia, “potrà essere fruita a condizione che, alla fine dei lavori, sia distintamente accatastata in A/2”.

Il bonus, come specifica l’Agenzia, tra gli altri casi, è applicabile anche ai lavori effettuati su singole unità immobiliari residenziali, di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze, accatastate o in via di accatastamento.

Già con la circolare numero 19/E del 2020 l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che i ruderi che rientrano nella categoria catastale F/2, unità collabenti, rientrano pienamente nel campo di applicazione del bonus ristrutturazione.

La stessa considerazione va fatta anche quando l’immobile esistente sia frazionato in più unità immobiliari provvisoriamente accatastate in categoria F/4, destinate ad abitazioni.

L’Agenzia comunque sottolinea: “Si ricorda che per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che comportino l’accorpamento di più unità abitative o la suddivisione in più immobili di un’unica unità abitativa, ai fini dell’individuazione del limite di spesa su cui calcolare la detrazione, vanno considerate le unità immobiliari censite in Catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori”

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Nel 2021 sono disponibili diversi strumenti per ottenere importanti detrazioni fiscali sulla sostituzione degli infissi. Bonus Infissi 2021, Bonus Casa ed Ecobonus 110%: ecco come funzionano, cosa comprendono e quali sono i requisiti da soddisfare.

Sostituire i propri infissi è un ottimo modo per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione. In questo modo potremo ottenere un notevole risparmio sulla bolletta. Naturalmente dovremo scegliere infissi per l’isolamento termico adeguati alle nostre esigenze. Il costo degli infissi e delle finestre di nuova generazione può, in alcuni casi, spaventarci e farci desistere dall’investimento.

Ecco che subentrano le detrazioni fiscali per gli infissi come l’Ecobonus Infissi 2021 al 50%, il Bonus casa 50% o l’Ecobonus 110%. Grazie a questi strumenti potremo sostituire i nostri infissi recuperando buona parte, o addirittura l’interezza, della cifra che abbiamo speso. Ma come funzionano questi bonus? Come possiamo fare ad ottenerli? Ecco tutto quello che c’è da sapere sui Bonus Infissi 2021.

Bonus Infissi 2021: come funziona

L‘Ecobonus Infissi 2021, spesso chiamato per semplicità Bonus Infissi, prevede la detrazione fiscale del 50% dell’importo speso per la sostituzione degli infissi. Dunque in questo modo si potrà recuperare la metà della spesa sostenuta che verrà “scontata” dall’Agenzia delle Entrate nei 10 anni successivi direttamente dalla quota IRPEF. Ad esempio se abbiamo speso 5000€ per sostituire gli infissi, ci verranno detratti dalle tasse 2500€ dalle tasse spalmati sui 10 anni successivi (250€ all’anno). Il limite massimo di detrazione per l’Ecobonus Infissi è pari a 60000 € per unità immobiliare.

Bonus Infissi 2021: requisiti

Come ottenere il Bonus Infissi 2021? I requisiti per poter accedere all’Ecobonus Infissi 50% non sono molti e possono essere così riassunti:

  • l’edificio in cui si installano gli infissi deve essere “esistente” (ossia accatastato o in via di accatastamento), in regola con il versamento delle tasse e dotato di impianto di riscaldamento;
  • dobbiamo operare soltanto una sostituzione degli infissi, non sono inclusi ampliamenti o nuovi fori;
  • l’infisso deve separare un vano riscaldato dall’esterno o da un ambiente non riscaldato;
  • bisogna rispettare i valori minimi di trasmittanza termica (Uw) indicati nell’Allegato del Decreto.
  • i costi di fornitura degli infissi non devono superare i 650€ al metro quadro (compresi di oscuranti) per edifici in zona A,B o C. Oppure i costi non devono superare i 750 € al metro quadro per abitazioni in zona D,E o F. Tali costi non comprendono IVA, manodopera e opere complementari.

 

Bonus Infissi 2021: cosa riguarda

Le tipologie di infissi incluse nell’Ecobonus 2021 sono tutte quelle che comportano un miglioramento dell’efficienza energetica dell’abitazione. In particolare possiamo usufruire del Bonus Infissi al 50% per l’acquisto e la messa in opera di:

  • Porte e finestre.
  • Persiane, avvolgibili, cassettoni e scuri. In questo caso però la detrazione è possibile solo se la sostituzione avviene in contemporanea a quella delle finestre.
  • zanzariere (soltanto in caso possano essere considerate anche oscuranti).
  • Tende da sole, purché non siano orientate verso Nord.

 

Bonus casa 50%

Come detto se vogliamo ampliare le finestre o crearne di nuove non possiamo sfruttare l’Ecobonus Infissi 2021. Tuttavia esiste un altro strumento nel quale rientra anche questo tipo di interventi. Si tratta del Bonus Casa , o Bonus Ristrutturazione. Anche in questo caso è possibile usufruire di una detrazione fiscale del 50% spalmata sui 10 anni successivi, esattamente come accadeva per il Bonus Infissi.

Il Bonus Casa 50% viene concesso in caso di interventi di manutenzione straordinaria. Come si legge dal sito dell’Agenzia delle Entrate la “sostituzione degli infissi esterni o serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso” viene inclusa nel Bonus. Di conseguenza sarà possibile usufruire di una detrazione del 50% praticamente in qualsiasi caso di sostituzione, ampliamento o apertura di nuove finestre sfruttando l’Ecobonus Infissi oppure il Bonus Casa.

 

Ecobonus 110% per gli infissi

La sostituzione degli infissi, così come altri interventi che migliorano l’efficienza energetica come ad esempio l’installazione di pannelli solari, può rientrare anche nell’Ecobonus 110%. Anche in questo caso potremo usufruire della detrazione nell’arco di 10 anni, ottenendo però il 110% dell’importo speso anziché il 50%. Tuttavia per poter sfruttare l’Ecobonus 110% per gli infissi sarà necessario accorpare la sostituzione degli infissi ad uno dei due maxi-interventi trainanti previsti dal Decreto Rilancio:

  • realizzazione del cappotto termico su almeno il 25% dell’edificio;
  • sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con impianti centralizzati a pompa di calore, a condensazione o a microgenerazione.

In assenza di almeno uno di questi due interventi, la sostituzione degli infissi non può usufruire dell’Ecobonus del 110%. In ogni caso sarà però possibile sfruttare la detrazione del 50% descritta in precedenza.

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Bonus ristrutturazioni 2021: come funziona, quali sono le spese ammesse e i lavori detraibili al 50 per cento?

La Legge di Bilancio 2021 ha confermato la detrazione del 50 per cento, fino al limite di spesa di 96.000 euro, per i lavori di ristrutturazione edilizia.

Accanto alla conferma della possibilità di optare per la cessione del credito e per lo sconto in fattura, sono diverse le novità da segnalare relative ai lavori ammessi al bonus ristrutturazioni 2021.

Accanto all’introduzione di nuovi bonus fiscali, tra cui quelli per la sostituzione di sanitari e rubinetti e per i sistemi di filtraggio di acqua potabile, e alle modifiche al superbonus del 110 per cento, la legge n. 178 del 30 dicembre 2020 include nelle spese ammesse al bonus ristrutturazioni 2021 anche quelle di sostituzione del gruppo elettronico.

Nelle righe che seguono ci soffermeremo in maniera approfondita su cos’è, come funziona e quali sono i lavori ammessi al bonus ristrutturazioni 2021, fruibile non solo come detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi, ma anche con cessione del credito e sconto in fattura, secondo quanto previsto dall’articolo 121 del decreto Rilancio.

Bonus ristrutturazioni 2021, lavori ammessi, limiti e come funziona

Il bonus ristrutturazioni è la detrazione fiscale del 50 per cento riconosciuta ai contribuenti che effettuano lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria in condominio o in edifici singoli.

Nonostante siano passati anni dalla sua introduzione, sono ancora in tanti a chiedersi come funziona.

Il bonus ristrutturazioni, prorogato dalla Legge di Bilancio fino al 31 dicembre 2021, consente di accedere ad un rimborso Irpef per le spese sostenute, fino ad un massimo di 96.000 euro.

Si ricorda che in merito agli adempimenti richiesti, viene confermata anche per il 2021, per i lavori di ristrutturazione che comportano anche un risparmio energetico, l’obbligatorietà di invio della comunicazione ENEA.

Dopo le prime indicazioni è però necessario scendere nel dettaglio per capire come funziona il bonus ristrutturazioni 2021, quali sono le novità introdotte dalla Legge di Bilancio e quando spetta.

Bonus ristrutturazioni con cessione del credito e sconto in fattura nel 2021

Per i lavori effettuati nel 2020 e nel 2021, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione fiscale, il contribuente potrà scegliere di monetizzare subito il bonus Irpef riconosciuto, anche in relazione al bonus ristrutturazioni del 50 per cento.

La novità è parte del pacchetto casa del decreto Rilancio, che accanto all’avvio del bonus del 110 per cento per i “lavori trainanti” e “trainati” di riqualificazione energetica ed adeguamento antisismico, disciplina i due nuovi strumenti della cessione del credito e lo sconto in fattura.

Nel dettaglio, l’articolo 121 del decreto Rilancio prevede che la cessione del credito e lo sconto diretto da parte dell’impresa si applichino per i lavori di:

  • recupero del patrimonio edilizio: interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari nonché dei precedenti interventi e di quelli di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni degli edifici;
  • riqualificazione energetica rientranti nell’ecobonus ordinario, quali, ad esempio, gli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento o delle finestre comprensive di infissi, gli interventi sulle strutture o sull’involucro degli edifici, nonché quelli finalizzati congiuntamente anche alla riduzione del rischio sismico;
  • adozione di misure antisismiche rientranti nel sismabonus: l’opzione può essere esercitata anche con riferimento alla detrazione spettante per l’acquisto delle “case antisismiche”;
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, per i quali spetta il bonus facciate prorogato dalla Legge di Bilancio 2021.

L’esercizio dell’opzione dovrà essere comunicata all’Agenzia delle Entrate mediante il software disponibile online.

Nel caso di sconto in fattura, l’impresa cessionaria del credito potrà a sua volta cederlo ad altri soggetti, istituti di credito compresi. Banche in campo anche per la cessione del credito da parte del contribuente.

 

Bonus ristrutturazioni 2021: elenco lavori e spese ammesse in detrazione

Analizziamo di seguito le regole generali alla base del bonus ristrutturazioni del 50 per cento.

I lavori ammessi al bonus del 50 per cento sono numerosi, ed in tal senso interviene anche la Legge di Bilancio 2021, introducendo una novità importante all’articolo 16-bis del TUIR.

La detrazione del 50 per cento spetta per:

  • lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001);
  • interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).

Alcuni esempi di lavori di manutenzione ordinaria per cui è riconosciuto il bonus ristrutturazioni sono i seguenti:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • interventi finalizzati al risparmio energetico
  • recinzione dell’area privata
  • costruzione di scale interne.

Per il 2021, ai sensi di quanto disposto dal comma 60 articolo 1 della Legge di Bilancio 2021, la detrazione del 50 per cento spetta anche per i lavori di sostituzione del gruppo elettronico di emergenza esistente, con generatori di emergenza a gas di ultima generazione.

Bonus ristrutturazioni 2021: detrazione anche per la sostituzione di porte interne

Il bonus ristrutturazioni 2021 spetta anche per la sostituzione di porte interne. È stato il MEF a fornire chiarimenti in merito alla detrazione Irpef del 50 per cento per la sostituzione di porte, lavoro che molti credono erroneamente che rientri nel bonus mobili.

La spesa sostenuta per cambiare le porte in casa rientra nella manutenzione ordinaria. Ciò significa che il lavoro è automaticamente detraibile in condominio, mentre sarebbe escluso per gli edifici singoli.

C’è tuttavia una possibilità di accedere al bonus ristrutturazioni per la sostituzione delle porte anche negli edifici singoli: come chiarito dal Ministero, la detrazione del 50 per cento è riconosciuta qualora la spesa rientri in un intervento più articolato di manutenzione straordinaria.

Come stabilito dalla circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 57 del 1998, la spesa sostenuta per interventi singolarmente non agevolabili (manutenzione ordinaria) si somma al totale degli oneri detraibili qualora integrata o correlata ad interventi di categorie diverse per i quali compete la detrazione d’imposta.

Per individuare quali lavori rientrano nel totale di quelli ammessi al bonus ristrutturazione, è necessario considerare il carattere assorbente della categoria di interventi “superiore” rispetto a quella “inferiore”.

In parole semplici, la spesa sostenuta per sostituire le porte interne è detraibile se si tratta di un lavoro di finitura utile per completare i restanti interventi.

Ciò sta a significare che nel caso di manutenzione straordinaria o ristrutturazione su un edificio singolo, la detrazione del 50 per cento può essere calcolata anche per le spese di sostituzione di porte interne (normalmente rientranti nella manutenzione ordinaria), se necessarie per completare il lavoro effettuato nel suo insieme.

Bonus ristrutturazioni 2021, a chi spetta? Soggetti beneficiari della detrazione Irpef del 50 per cento

Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia.

La detrazione del 50 per cento dall’Irpef può essere richiesta non solo dal proprietario ma anche dai seguenti soggetti che sostengono le spese:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita – compromesso – chi ha comprato l’immobile può usufruire del bonus se:

  • è stato immesso nel possesso dell’immobile;
  • esegue i lavori di ristrutturazione a proprio carico;
  • è stato regolarmente registrato il compromesso.

L’agevolazione fiscale sui lavori di ristrutturazione può essere richiesta anche a chi esegue lavori in proprio sull’immobile ma soltanto per le spese sostenute per l’acquisto del materiale.

Bonus ristrutturazioni 2021: come pagare?

Per pagare le fatture relative ai lavori rientranti nel bonus ristrutturazioni 2021, bisognerà utilizzare un bonifico bancario o postale parlante, all’interno del quale dovranno essere indicati i seguenti dati:

causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986;

codice fiscale del beneficiario della detrazione;

codice fiscale o Partita Iva del beneficiario del pagamento.

Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto anche se i lavori sono stati pagati con un finanziamento.

In questo caso la società finanziaria dovrà pagare tramite bonifico, seguendo tutte le indicazioni per la compilazione (indicando il CF del soggetto per il quale si effettua il pagamento) e il titolare dell’agevolazione fiscale dovrà conservare la ricevuta del bonifico.

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In Gazzetta Ufficiale la Legge di Bilancio 2021 che proroga di un altro anno la detrazione fiscale del 90% per le facciate c.d. bonus facciate

Bonus Facciate confermato fino al 31 dicembre 2021 dalla Legge 30 dicembre 2020, n. 178 (c.d. Legge di Bilancio 2021) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 322 del 30 dicembre 2020, S.O. n. 46/L.

Legge di Bilancio 2021: la proroga del bonus facciate

La proroga fino al 2021 della detrazione fiscale del 90% per gli interventi sulle facciate esterne degli edifici (c.d. Bonus Facciate) è contenuta nell’art. 1, comma 59 della Legge di Bilancio 2021.

Ricordiamo che il c.d. bonus facciate è stato istituito dai commi 219-220 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (c.d. Legge di Bilancio 2020) che ha previsto una detrazione fiscale del 90% delle spese sostenute per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti (inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna) ubicati in zona A (centri storici) o B (parti già urbanizzate, anche se edificate in parte).

Detrazione fiscale del 90% che sarebbe scaduta il 31 dicembre 2020 ma che, come è ormai prassi, è stata prorogata di un altro anno, consentendo ai contribuenti di poter utilizzare il bonus fiscale per tutto il 2021.

Bonus Facciate: quando si può applicare

Come previsto dall'art. 1, commi da 219 a 224, della Legge di Bilancio per il 2020, il bonus facciate del 90% si applica alle spese documentate e sostenute negli anni 2020 e 2021 per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati nelle seguenti zone territoriali omogenee (decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444):

  • Zona A – le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;
  • Zona B – le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq;

in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

Bonus Facciate: quali spese portare in detrazione fiscale

La detrazione spetta esclusivamente per gli interventi realizzati sulle strutture opache della facciata, sui balconi, ornamenti e fregi. Per cui sono ammessi al bonus facciate, gli interventi sull'involucro esterno visibile dell'edificio, vale a dire sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell'edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno) e, in particolare, gli interventi sugli elementi della facciata costituenti esclusivamente la “struttura opaca verticale”.

Relativamente agli interventi su balconi o su ornamenti e fregi, la detrazione spetta anche:

  • per interventi di consolidamento, ripristino, inclusa la mera pulitura e tinteggiatura della superficie, o rinnovo degli elementi costitutivi degli stessi;
  • per gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi in questione.

Entrando nel dettaglio, la detrazione spetta per gli interventi:

  • di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata;
  • su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura;
  • sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

L’agevolazione riguarda, in pratica, tutti i lavori effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, cioè sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno). Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.

Tra le opere agevolabili rientrano:

  • il consolidamento, il ripristino, il miglioramento delle caratteristiche termiche anche in assenza dell’impianto di riscaldamento e il rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio, che costituiscono esclusivamente la struttura opaca verticale, nonché la sola pulitura e tinteggiatura della superficie;
  • il consolidamento, il ripristino, compresa la sola pulitura e tinteggiatura della superficie, o il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, ornamenti e dei fregi;
  • i lavori riconducibili al decoro urbano quali quelli riferiti alle grondaie, ai pluviali, ai parapetti, ai cornicioni e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata.

È possibile portare in detrazione anche:

  • le spese per l’acquisto dei materiali, la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse, richieste dal tipo di lavori (per esempio, l’effettuazione di perizie e sopralluoghi, il rilascio dell’attestato di prestazione energetica);
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi (per esempio, le spese relative all’installazione di ponteggi, allo smaltimento dei materiali rimossi per eseguire i lavori, l’Iva, l’imposta di bollo e i diritti pagati per la richiesta di titoli abitativi edilizi, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico)
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Dopo aver pubblicato la guida e la circolare con tutte le informazioni utili sulla nuovissima detrazione per la messa a nuovo delle facciate, l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la video guida con la normativa sul bonus facciate.

Inserita nei commi da 219 a 224 della legge n 160 del 27 dicembre 2019 (la legge di bilancio 2020) il bonus facciate è una detrazione del 90% dall'imposta lorda (Ires e Irpef) delle spese documentate sostenute nel 2020 per gli interventi finalizzati al recupero e al restauro della facciata esterna degli edifici esistenti.

Nel video, una funzionaria delle Entrate, spiega come l'agevolazione del 90% per gli interventi sulle facciate esterne degli edifici di centri storici o zone limitrofe (A e B) e aree assimilabili. Il bonus vale anche per le facciate interne se visibili dalla strada e per tutte le categorie catastali, compresi gli immobili strumentali.

La detrazione vale sulle spese documentate sostenute nel 2020, senza limite massimo di spesa. Va ripartita in 10 quote annuali costanti. I lavori ammessi riguardano il recupero, il restauro, la pulitura e la tinteggiatura delle facciate.

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Per i lavori finalizzati al recupero o restauro delle facciate esterne degli edifici si applica la nuovissima detrazione del 90%. Vediamo quali sono gli interventi ammessi al bonus facciate 2020.

Il bonus facciate spetta a tutti quei lavori effettuati sull'involucro esterno visibile dell'edificio, sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell'edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno).

In particolare il bonus facciate spetta per i seguenti interventi:

  • Pulitura e tinteggiatura esterna su strutture opache della facciata
  • Interventi su balconi, ornamenti e fregi (anche se si tratta di semplice pulitura o tinteggiatura)
  • Interventi sulle strutture opache della facciata complessiva dell'edificio (che siano influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio

Interventi per il decoro urbano:

  • grondaie
  • pluviali
  • parapetti
  • cornicioni

Superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili, spazi interni, smaltimento materiale, cornicione, solo se visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.

In pratica l'agevolazione riguarda tutti i lavori effettuati sull'involucro esterno visibile dell'edificio, ovvero sulla parte anteriore, frontale e principale dell'edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno). Niente bonus, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell'edificio, se non sono visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.

 
È possibile portare in detrazione anche le spese per:

  • Acquisto dei materiali
  • Progettazione e altre prestazioni professionali connesse (perizie e sopralluoghi, rilascio dell'attestazione di prestazione energetica)
  • installazione di ponteggi
  • smaltimento di materiale
  • Iva
  • Imposta di bollo
  • Diritti pagati per la richiesta di titoli abitativi edilizi
  • Tassa per l'occupazione del suolo pubblico
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Per poter usufruire del famoso bonus facciate 2020 è necessario rispettare alcuni adempimenti. Vediamo quali sono i più importanti

Secondo quanto previsto dal regolamento riportato dal decreto del Ministero delle Finanze n 41/1998 per poter usufruire del bonus facciate 2020 è necessario portare a termine i seguenti adempimenti.

  • Indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile
  • comunicare preventivamente la data di inizio dei lavori all’azienda sanitaria locale territorialmente competente, mediante raccomandata, quando obbligatoria, secondo le disposizioni in vigore sulla sicurezza dei cantieri
  • conservare ed esibire a richiesta degli uffici la documentazione relativa agli interventi realizzati
  • le fatture comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi
  • la ricevuta del bonifico attraverso cui è stato effettuato il pagamento
  • le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare o, nel caso in cui la normativa edilizia non preveda alcun titolo abilitativo, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, in cui sia indicata la data di inizio dei lavori ed attestata la circostanza che gli interventi posti in essere rientrano tra quelli agevolabili

Conservare ed esibire a richiesta degli uffici:

  • la copia della domanda di accatastamento, per gli immobili non ancora censiti – le ricevute di pagamento dei tributi locali sugli immobili, se dovuti
  • la copia della delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali, e la tabella millesimale di ripartizione delle spese
  • la dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori, nel caso in cui gli stessi siano effettuati dal detentore dell’immobile, diverso dai familiari conviventi.

Solo per gli interventi che implicano almeno un miglioramento dal punto di vista dell'efficienza energetica, i contribuenti sono tenuti ad acquisire e conservare:

  •  l’asseverazione, con la quale un tecnico abilitato certifica la corrispondenza degli interventi effettuati ai requisiti tecnici previsti per ciascuno di essi
  • L'attesto di prestazione energetica (APE) per ogni singola unità immobiliare

Solo per gli interventi che diano luogo a un miglioramento delle prestazioni energetiche dell'immobile, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, deve essere inviata una scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati.

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Non tutti gli edifici possono godere del nuovissimo bonus facciate. È necessario, infatti, che siano ubicati nelle zona A e B o in zone ad esse assimilate in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

L’assimilazione alle zone A o B della zona territoriale nella quale ricade l’edificio oggetto dell’intervento dovrà risultare dalle certificazioni urbanistiche rilasciate dagli enti competenti.

Zona A: comprende le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi.

Zona B: include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A. In particolare, si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq.

Sono esclusi dal “bonus facciate” tutti gli interventi realizzati su edifici che si trovano nelle zone C, D, E ed F.

Zona C: include le parti del territorio destinate a nuovi complessi insediativi, che risultino non edificate o nelle quali l’edificazione preesistente non raggiunge i limiti di superficie e densità previsti alla lettera B)

Zona D: comprende le parti del territorio destinate ai nuovi insediamenti per impianti industriali o ad essi assimilati.

Zona E: sono le parti del territorio destinate ad usi agricoli, escluse quelle in cui – fermo restando il carattere agricolo delle stesse – il frazionamento delle proprietà richiede insediamenti da considerare come zone C.

Zona F: include le parti del territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale.

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Con la guida e la circolare, l’Agenzia delle Entrate ha fatto finalmente chiarezza sulla nuovissima detrazione per la messa a nuovo degli involucri esterni degli edifici. Ma vediamo quali sono i soggetti beneficiari del bonus facciate 2020.

Beneficiari della detrazioni sono i soggetti residenti o non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che posseggono a qualsiasi titolo l’immobile oggetto di intervento. In particolare possono usufruire del bonus facciate 2020

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale
  • le società semplici
  • le associazioni tra professionisti
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali)

La detrazione non può essere utilizzata da chi possiede esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o a imposta sostitutiva.

Sono esclusi, per esempio, i titolari esclusivamente di redditi derivanti dall’esercizio di attività d’impresa o di arti o professioni che aderiscono al regime forfettario. Infatti, il loro reddito (determinato forfettariamente) è assoggettato a imposta sostitutiva.

Tuttavia, se essi possiedono anche redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo, potranno usufruire del “bonus facciate”.

Per usufruire dell’agevolazione, i beneficiari devono:

  • possedere l’immobile in qualità di proprietario, nudo proprietario o titolare di altro diritto reale di godimento sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • detenere l’immobile in base a un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, ed essere in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

La detrazione non spetta, invece, a chi è sprovvisto di un titolo di detenzione dell’immobile regolarmente registrato al momento dell’inizio dei lavori o al momento di sostenimento delle spese se antecedente, anche se provvede alla successiva regolarizzazione.

  • i familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado)
  • i conviventi di fatto

Per questi contribuenti la detrazione spetta a condizione che:
  • la convivenza sussista alla data di inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese ammesse alla detrazione, se antecedente all’avvio dei lavori
  • le spese sostenute riguardino interventi eseguiti su un immobile, anche diverso da quello destinato ad abitazione principale, nel quale può esplicarsi la convivenza.

La detrazione, pertanto, non spetta al familiare del possessore o del detentore dell’immobile quando gli interventi sono effettuati su immobili che non sono a disposizione (in quanto locati o concessi in comodato) o su quelli che non appartengono all’ambito “privatistico”, come gli immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione.

Nel caso in cui venga stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente ha diritto all’agevolazione se è stato immesso nel possesso dell’immobile. Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

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Per ottenere la detrazione del 90% per il bonus facciate, bisogna che siano rispettati determinati requisiti soggettivi ed oggettivi e che al momento del pagamento si conservino determinati documenti.

Bonus facciate: i requisiti soggettivi

Per usufruire del bonus facciate 2020 è necessario che si posseggano determinati requisiti soggettivi (che riguardano i soggetti ammessi alla detrazione)

Per ottenere la detrazione per il bonus facciate bisogna rispettare questi requisiti soggetti. In particolare sono ammessi all’agevolazione: le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni; gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale ; le società semplici; le associazioni tra professionisti; i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali).

 

Bonus facciate, i documenti da conservare

Per ottenere la detrazione per il bonus facciate 2020 è necessario che contribuenti conservino questa documentazione

  • le fatture comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi
  • la ricevuta del bonifico attraverso cui è stato effettuato il pagamento
  • le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare o, nel caso in cui la normativa edilizia non preveda alcun titolo abilitativo, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, in cui sia indicata la data di inizio dei lavori ed attestata la circostanza che gli interventi posti in essere rientrano tra quelli agevolabili

 

Inoltre a richiesta degli uffici bisogna conservare ed esibire:

  • La copia della domanda di accatastamento, per gli immobili non ancora censiti
  • le ricevute di pagamento dei tributi locali sugli immobili, se dovuti
  • la copia della delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali, e la tabella millesimale di ripartizione delle spese
  • la dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori, nel caso in cui gli stessi siano effettuati dal detentore dell’immobile, diverso dai familiari conviventi.

 

Solo per gli interventi di efficienza energetica i contribuenti sono tenuti ad acquisire e conservare:

  • l’asseverazione, con la quale un tecnico abilitato certifica la corrispondenza degli interventi effettuati ai requisiti tecnici previsti per ciascuno di essi
  • l’attestato di prestazione energetica (APE) per ogni singola unità immobiliare per cui si chiedono le detrazioni fiscali, che deve essere redatto da un tecnico non coinvolto nei lavori.
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Arrivati i tanto attesi chiarimenti sulla nuovissima detrazione per la messa a nuovo delle facciate degli edifici. L'Agenzia delle Entrate ha infatti pubblicato la guida al bonus facciate 2020 e la circolare n.2/E che fornisce informazioni su adempimenti da seguire, interventi agevolabili e soggetti che possono accedere al beneficio.

Come chiarisce la guida 2020 dell'Agenzia delle Entrate, il bonus facciate è una detrazione dell'imposta lorda (Irpef o Ires)  per le spese sostenute per il recupero o il restauro della facciata esterna degli edifici esistenti.

Gli edifici devono trovarsi nelle zone A e B, come individuate dal decreto ministeriale n 144/1966, o in quelle assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

La detrazione va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell'anno di sostenimento delle spese e in quelle successivi. Per il bonus facciate non sono previsti limiti massimi di spesa né un limite massimo di detrazione.

Circolare Agenzia delle Entrate bonus facciate 2020

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato anche una circolare (n2/E del 14 febbraio) che fornisce chiarimenti sui soggetti ammessi alle detrazione, interventi ammessi e adempimenti da effettuare.

Bonus facciate soggetti ammessi

Per quanto riguarda i soggetti ammessi al bonus facciate 2020, si tratta di tutti ” I contribuenti residenti e non residenti nel territorio dello Stato, che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi agevolati, a prescindere dalla tipologia di reddito di cui essi siano titolari. Trattandosi di una detrazione dall’imposta lorda, la stessa non può essere utilizzata dai soggetti che possiedono esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva”

Gli interventi ammessi al bonus facciate

La circolare chiarisce che il bonus facciate è ammesso per gli interventi finalizzati “Al recupero o restauro della “facciata esterna”, realizzati su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali. L’agevolazione, pertanto, non spetta per gli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile né per gli interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione, ivi compresi quelli con la stessa volumetria dell’edificio preesistente inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia”

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Assistenza Bonus Facciate

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